#STEP 01 - Scipione Riva Rocci e lo sfigmomanometro a mercurio
Scipione Riva Rocci
Scipione Riva Rocci nacque nel 1863 ad Almese (TO). Seguendo le orme del padre si laureò in medicina nel 1888. Si trasferì successivamente a Pavia dove affiancò Carlo Forlanini negli studi sulla tubercolosi. Durante questi anni si occupò di ricerche fisiopatologiche giungendo a risultati importanti e aiutando lo stesso Forlanini nell'ideazione della tecnica del pneumotorace artificiale. A Pavia ottenne la cattedra di patologia medica e successivamente quella di pediatria. Negli stessi anni divenne direttore dell'ospedale di Varese e fondò l'Associazione Medica Varesina. Nel 1930 si manifestarono i sintomi dell'encefalite letargica contratta negli anni precedenti curando i pazienti affetti da tale patologia durante un'epidemia. Costretto a lasciare l'attività lavorativa si ritirò a Rapallo dove morì qualche anno dopo.
Lo sviluppo della fisiologia a cavallo tra Ottocento e Novecento
Come spesso accade per le invenzioni non fu l'idea geniale di un singolo a portare all'ideazione dello sfigmomanometro. La necessità di trovare uno strumento pratico per misurare un parametro importante come la pressione sanguigna unita al fervore di idee in ambito medico e soprattutto fisiologico che caratterizzò i primi anni del Novecento permise tuttavia a Scipione Riva Rocci di compiere il passo cruciale per ideare lo sfigmomanometro moderno.
Samuel Siegfried Karl Ritter von Basch aveva ideato nel 1881 un predecessore dello sfigmomanometro a mercurio e i suoi studi costituirono le basi per il medico torinese. L'intuizione di Riva Rocci però fu quella di rendere lo sfigmomanometro uno strumento non invasivo e utilizzabile al letto del paziente. Questa idea maturò negli anni di studi e pratica sul campo a fianco di Forlanini. Il maestro infatti era appassionato di apparecchi pneumatici e idrodinamici applicati alla medicina e brevettò diversi strumenti che lo aiutarono nella dura guerra contro la tubercolosi dei suoi pazienti. Forlanini a sua volta era stato influenzato anche dagli studi del noto fisiologo Angelo Mosso. Presso l'Università di Torino quest'ultimo si era occupato di fisiologia medica e aveva ideato e progettato diversi strumenti come il ponometro e il miotonometro. Quella dello sfigmomanometro fu quindi un'invenzione rivoluzionaria e fondamentale per la pratica medica e si sviluppò in un periodo di grande fervore di idee nel capoluogo piemontese.
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